“Maasai”, il fantastico libro di Giuseppe Maiorana

La fotografia era una cosa seria. Era così seria che scomodarono i marziani per vendere le pellicole. Così seria da diventare un’arte. I fotografi hanno raccontato, testimoniato la storia. Le loro botteghe “archivio di civiltà”. Chi non ricorda le foto che ritraggono la quotidianità dei campi? Le feste per la mietitura? Gli operai, le mondine. La fotografia era così importante da essere un rito. Qualcosa di mistico: fermava un attimo e dovevamo aspettare per “riviverlo”. Giuseppe Maiorana sa che la fotografia è una cosa seria. Giuseppe è un “vecchio”, un nostalgico. Pur essendo figlio di quest’epoca assapora la fotografia come...

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